Tutte le foto pubblicate in questo blog sono di Luisa Siddi, tranne diversa indicazione in didascalia

venerdì 1 febbraio 2013

Il tempo


Quando pensiamo al tempo fotografico, pensiamo solitamente al tempo di apertura dell'otturatore. Tempi brevi, tempi lunghi, effetto mosso, congelare il movimento, compromessi col diaframma, eccetera.
Ma il tempo come dimensione dov'è nelle nostre foto?
Dobbiamo farci qualche domanda sulla percezione della dimensione temporale. Nella nostra esperienza di terrestri, il tempo ha indubbiamente a che fare col moto. E' un'esperienza quotidiana, quella del giorno e della notte che scandiscono il nostro, appunto, tempo. Grazie al moto dei corpi celesti.

E poi... ciò che prima era qui e dopo è da un'altra parte, ha compiuto un movimento.

mercoledì 23 gennaio 2013

Le scadenze scadute

L'idea era di partecipare a un concorso per illustrare una nuova edizione inglese de "Il mondo nuovo" di Aldous Huxley. Purtroppo le scadenze hanno il vizio di scadere. Comunque questa era l'idea, con sinossi del libro in omaggio. 
Foto: Luisa Siddi, Erik Chevalier

La luce era gelida, morta, fantomatica


giovedì 17 gennaio 2013

Mi piange il cuore


Capita di pensare, nitide, queste parole. A rifletterci non hanno alcun senso razionale. Eppure arrivano lucide alla coscienza. E' un'immagine definita, non è una similitudine  “è come se mi piangesse il cuore”. E' diretta. Se è probabile che l'essere umano abbia iniziato a costruire il linguaggio per metafore, questa potrebbe essere molto antica. Codifichi piangere, codifichi cuore, a cui metaforicamente addizioni il significato di anima, ed ecco un'espressione che parla, chiaramente.
Mi piange il cuore
E' un'identità corporea ed emozionale che poche espressioni hanno. Ho il sangue alla testa, mi scoppia la bile, mi frulla nello stomaco, è un pugno in un occhio etc etc, tutto questo esprime sensazioni reali, fisiologicamente possibili. Ma il cuore non piange. Può spezzarsi, ma non piangere. Ed è così che spesso questa espressione si traduce dall'italiano in altre lingue (ma non ne so abbastanza e mi piacerebbe saperne di più). Sicuramente nell'iconografia religiosa c'è il cuore trafitto, il cuore che sanguina, il cuore trafitto in mano e così via, ma mai un cuore che singhiozza come un bambino. I riutilizzi religiosi di miti precedenti di solito tendono a cambiare funzione, sottilmente. E così il cuore trafitto può essere che diventi un senso di colpa mio o di chi mi è vicino.
Invece.
Mi piace pensare che Mi piange il cuore sia una nostalgia antica, chissà come sopravvissuta. C'è chi la nutre di poesia romantica, chi di prosaico cinismo, comunque con il compiacimento di chi nutre.

Poi resta che mi piange il cuore e vorrei la consolazione da me data al mio cuore.

Questo è un blog di fotografia, più o meno e io sono, più o meno, una fotografa. Se un'espressione linguistica ha questa forza immaginifica, come trovare un'immagine che mi riconduca in quel sentiero antico dove abbiamo trovato le parole?

martedì 8 gennaio 2013

La fotografia, romanzo autobiografico

Foto: Erik Chevalier
(diary photography)


Il workshop è finalizzato a narrare per immagini, attraverso il racconto fotografico, la propria storia reale o quella che si vorrebbe. Costruiremo delle storie vere. Anche se partiamo dalla fantasia, il risultato sarà la realtà.

Il primo passo sarà conoscere chi, prima di noi, ha raccontato “a partire da sé”. Verificheremo come, solo per il fatto di rivolgere la macchina fotografica su di noi, una storia particolare si trasforma in universale. Ci avvicineremo a diversi stili fotonarrativi, scegliendo ciò che ci può essere più propizio o inventandone di nuovi.

Nel secondo e terzo incontro selezioneremo il materiale a disposizione, foto di famiglia, vecchie cartoline, diari o altri oggetti della memoria, decidendo l'evento da cui inizierà il racconto e scegliendo sequenze e didascalie. La nostra storia, reale o inventata che sia, inizia a prendere forma e mostra i tasselli mancanti che andremo a costruire.

Lavoreremo con ogni tipo di apparecchio fotografico in nostro possesso, analogico o digitale, polaroid, compatte, reflex, telefoni cellulari etc..
Nell'ultimo incontro affineremo i dettagli discutendo insieme di come rendere pubblica la fruizione dell'esperienza e dei lavori svolti.

Il workshop si svolgerà a Cagliari, nella sede di S'Umbra in quattro incontri di 2 ore ciascuno, il sabato pomeriggio, a partire da sabato 2 febbraio.

Le lezioni saranno tenute da Erik Chevalier e Luisa Siddi. Le preiscrizioni, senza impegno, sono accolte entro il 31 gennaio.

Per informazioni e iscrizioni:
luisa.siddi@tiscali.it, chevalierem@tiscali.it











giovedì 8 novembre 2012

Nozze col grottesco

Andaiola prende il mare, si diceva. Ecco i suoi compagni di viaggio in salsa concettuale.
Per apprezzare meglio la gentile offerta della sorte, ricordo che Andaiola è una collettiva di fotografe che, in questo viaggio, si proponeva di ragionare di fotografia e non solo. Di corpi e divise, anche. Appunto.
Le ultime parole famose prima del viaggio furono:"No, non prendiamo l'aereo, viaggiare in nave sarà bellissimo". (Foto: collettiva Andaiola)





giovedì 25 ottobre 2012

domenica 14 ottobre 2012

Fotofantasia al potere



La fotografia, lo diciamo spesso, è il mezzo espressivo che mostra il confine sottile tra vista e visione. E in questo c’è tutta la sua magia. Le bambine e i bambini sono le creature che colgono immediatamente questo potere  e, nella mia esperienza, ne fanno occasione di gioco e invenzione. Diventano anche insegnanti per tutti gli adulti che hanno scordato o non hanno mai ben compreso la potenzialità della fotografia, che si limitano a duplicare continuamente la realtà. Forse perché più attratti da un altro aspetto del mezzo fotografico: quello di fermare il tempo, di mantenere i ricordi. Gli adulti sentono il tempo scorrere su una linea inderogabile. Le bambine e i bambini lo vedono proiettarsi, ondeggiare tra le possibilità, insinuarsi tra i mondi possibili. E’ la fotofantasia al potere. Per questo mi piace insegnare  fotografia alle piccole fantasie.

venerdì 12 ottobre 2012

La saga di Myrme

Non lasciamoci ingannare dalla foto, diceva qualcuno che una foto vale mille bugie.

Per fare un esempio: la foto non mostra il colore delle antenne (fucsia) di Myrme. Non sia mai che sia vissuta come una storia personale. La fotografia è universale, vero?




mercoledì 10 ottobre 2012

Come si vive senza corrente elettrica


E si che ho fondato S’umbra…

Che l’Enel  sia dotato dell’Ufficio Ironia? Dipartimento Grottesco? Servizio Affari Particolari tuoi?


martedì 25 settembre 2012

Una scintilla determinata


foto Iskra Coronelli

Iskra è una fotografa.
E fin qui... quante fotografe e fotografi, che a volte ti verrebbe da dire “ma qualcuno che non faccia fotografie?”
Ci sono storie che fanno stringere il cuore e ti fanno spaventare all'idea di ciò che potrebbe accadere. E poi ci sono storie che ti rassicurano sulla consapevolezza dell'ambiguità del mezzo, sulla volontà di difendere le proprie visioni.

martedì 4 settembre 2012

L'altra metà



Enrico Pinna mi ha chiesto di partecipare a un incontro sull’ecologia dell’immagine. L’idea mi piace e la decisione inizia a farmi giocare con ricordi di letture, l’esperienza dell’autorappresentazione e il diario di bordo di Fuoritema.

giovedì 9 agosto 2012

Il futuro? E' su fuoritema






L'ultimo numero di Fuoritema sarà presentato a Cagliari venerdì 31 agosto in Via San Giuseppe 17, presso l'associazione S'Umbra. A partire dalle 20.






Dall'editoriale:

“Le predizioni sono molto difficili, specialmente per il futuro”
Niels Bohr

Vi potrà sembrare che Fuoritema esca con un poco di ritardo. Ma, in questo numero, si parla di futuro, non è necessario sia puntuale.
Apriamo le danze con una frase di Bohr, l'ennesimo Nobel sfuggito ai nazisti che, di Nobel, andavano golosissimi. La sua immaginazione ( in termini scientifici si chiama costruzione di un modello) ha posto le basi per la fisica contemporanea, nucleare e quantistica. Nella fisica quantistica chi osserva è determinante, non esiste la passività innocente di fronte allo spettacolo.
Se, nelle pagine che seguono, trovate dei reportage spaesati, disorientati, arrabbiati o partecipi è perché non si possono conservare dei riferimenti oggettivi, con la pretesa di essere neutrali, quando si gira per il mondo. E neppure, a dire il vero, nel cortile di casa. Noi la chiamiamo autorappresentazione . Il punto di vista non solo può raccontare un'altra storia, ma ne può determinare l'esito. O futuro che dir si voglia.

C'era una volta,
un branco di lupi a caccia di cervelli. Un cervello fuggì, immaginando cose piccole che divennero grandi come una bomba atomica.
Ma qui stiamo leggendo il futuro e anticipando il tema e il fuoritema del prossimo numero.

Immaginare bene, può aiutare. Lo vedremo.
Buona visione.

venerdì 20 luglio 2012

Corpi senza le ali


Ho paura di volare, perché volare è bellissimo.

venerdì 6 luglio 2012

Rapsodia romanza



"Diffida di chi viene a mettere ordine"
Denis Diderot


adagetto andante

(con dedica esplicita allo sgombero del campo rom di cagliari)



L'ouverture è sommessa, come fosse un oboe di  Stravinskij

lunedì 2 luglio 2012

In corso d'opera







































Non sai mai cosa ti può capitare. E quando. E dove.

sabato 23 giugno 2012

I sogni di Herman


foto: Laura Felline e Ignoto

 " ...Il caso di una madre che, nella Foresta Nera, aveva fatto una fotografia al figlioletto di quattro anni. Consegnò la pellicola da sviluppare a Strasburgo. Subito dopo scoppiò la guerra (1914) e la donna non fu più in grado di ritirare la pellicola. La diede per persa. Nel 1916 comprò a Francoforte sul Meno un'altra pellicola per fare una foto alla figlia che le era nata nel frattempo. All'atto dello sviluppo la pellicola si rivelò impressionata due volte: la seconda immagine era la foto che aveva fatto al figlioletto nel 1914! La vecchia pellicola non sviluppata era capitata non si sa come tra le pellicole nuove e quindi rimessa in vendita..."


                                                                                                             La sincronicità di Carl G. Jung

sabato 2 giugno 2012

Euridice secondo Andaiola


Di Euridice si sa che fu quasi salvata dagli inferi, dal marito Orfeo. Cosa accadde a determinare quel quasi che la ricondannò a permanenza definitiva nel mondo dei morti? In tanti ne hanno immaginato una spiegazione. Noi siamo partite da quella più cinica (di Gesualdo Bufalino) e ne abbiamo immaginato un finale diverso.

sabato 5 maggio 2012

Le sottrazioni che aggiungono


Parlando di Zorba abbiamo introdotto un concetto non scontato: la visione monoculare. Strana cosa la fotografia, duplica la realtà, perdendo qualcosa. Almeno in apparenza. Per fotografare, infatti, dobbiamo rinunciare a:
- un occhio
- a una o due dimensioni
- in certi casi, al colore

giovedì 26 aprile 2012

Ma Zorba, chi è?

Zorba era una piccola gatta senza un occhio. Crescendo, diventò una grande gatta con un occhio. Era il terrore di quasi tutti i gatti suoi coinquilini. Attraversava il corridoio e sferrava zampate ai primi malcapitati, poi proseguiva per la sua strada, senza curarsi di loro. All' occhio di Zorba, nulla sfuggiva, soprattutto i piccoli oggetti. Sotto il divano sistemava i suoi bottini, ordinati in modo rigoroso: le carte di caramelle da una parte, le biro da un'altra, gli accendini in un posto a sé. Si capisce che non gradisse le pulizie di casa. Ma era sempre pronta a ricominciare.